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Sant'Agnese. Vergine e martire Destacado

Sant'Agnese, di Massimo Stanzione Sant'Agnese, di Massimo Stanzione

Sant'Agnese, vergine e martire - 21 gennaio

Il suo nome appare nel Canone Romano

Dal secolo VI l'iconografia la rappresenta come una giovane ragazza con un agnello, ben ai piedi o nelle braccia, simbolo della purezza e allusivo al suo nome.  Celebre e popolare martire della Chiesa di Roma. Il suo nome, Agnes, è la trascrizione latina dell'aggettivo greco agne che significa pura, casta. Potrebbe anche derivare dal latino agnus, agnello. Subì il martirio in giovane età, forse a 13 anni, e fu sepolta nella via Nomentana, dove oggi sorge la basilica con il suo nome.

Vita

Gli scritti che riportano notizia della piccola martire sono: il De Virginibus 1.2, e il De Officiis, 1.41 di Sant'Ambrogio; il poema 14 del Peristephanon di Prudenzio (sec. V) e l'inno, forse ambrosiano "Agnes beatae virginis" (PL 17,1210-11).

Il papa San Damaso (366-384) le dedicò, come a tanti altri martiri, un bel poema che si conserva ancora nel suo originale in marmo nella Basilica della via Nomentana.

Nel V secolo tutti questi dettagli della vita di Agnese che raccolgono le fonti segnalate furono uniti e ampliati in una relazione leggendaria da un tale pseudo Ambrogio.

Non abbiamo alcuna notizia della sua nascita e della sua famiglia, che dovette essere cristiana.

Ugualmente abbiamo carenti notizie sulla data del suo martirio, anche se la maggioranza degli storici credono che fu una delle vittime della persecuzione di Diocleziano (304). Altri affermano che morì durante la persecuzione di Valeriano (258-260).

Sul motivo del martirio la leggenda parla del suo voto di verginità e di come il figlio del prefetto di Roma, si innamorò di lei.

Egli la pretese in matrimonio, Agnese rifiutò. Davanti al rifiuto, il giovane si rivolse a suo padre, che in qualità di prefetto della città, verificò che Agnese era cristiana, e per questo fu portata davanti al tribunale.

Non sono d'accordo le fonti segnalate sopra per quanto riguarda il genere di martirio che subì, quindi se per S. Ambrogio e Prudenzio morì decapitata, e per l'autore dell'inno Agnes beatae virginis tagliata la gola, per San Damaso, tuttavia, morì bruciata. C'è da far notare che questo papa si preoccupava di dare nei suoi epitaffi la verità storica, che prima verificava con cura.

Anche se le distinte narrazioni differiscono nei dettagli, coincidono, tuttavia, in quanto al fatto del suo martirio, che deve essere ammesso storicamente come certo, così come la sua proclamazione di martire della verginità. Il corpo di Agnese fu sepolto in un campo di sua proprietà: nel suo praediolo, situato nella via Nomentana.

Culto

Il nome di Agnese compare il 21 gennaio nella Depositio Martyrum 336, dal quale passò poi Martyrologium Hieronymianum e al canone della messa romana e ambrosiana.

Nel secolo VI si legge anche nel calendario della Chiesa di Cartagine, così come in altre liturgie occidentali.

La liturgia romana celebra una seconda festa di Sant'Agnese il 28 gennaio chiamata nel Martyrologium Hieronimianum Agne genuinum.

Questa seconda celebrazione ha tutti gli aspetti di essere un ottava e come tale la contengono alcuni Sacramentari dei secoli IX e X. Tuttavia, può ben essere un'altra nuova festività creata in contrapposizione al natali de passione.

Il monumento più importante del culto è la basilica che sulla tomba della via Nomentana comandò di edificare Costanza, figlia di Costantino, e nella quale riposarono poi i suoi resti, insieme con quelli di Elena, moglie di Giuliano l'Apostata. 

Questa basilica fu restaurata dal papa Simmaco (498-514), e totalmente riedificata dal papa Onorio I (625-638), che comandò di collocare nell'abside della nuova basilica un bel mosaico, rappresentando Agnese tra i pontefici Simmaco e Onorio, vestita all'usanza bizantina.

Nel secolo XVII fu di nuovo restaurata, su iniziativa dei cardinali Medici e Sfondrati. Il Papa Onorio III (1216-1227) trasferì la testa della martire al Sancta Sanctorum della Basilica Lateranense, da dove in tempi recenti passò alla basilica dedicata alla santa in Piazza Navona.

Il resto delle sue reliquie, la cui autenticità non è certamente sicura, si conservano nella basilica della via Nomentana, all'interno del cofanetto d'argento ordinato da fare da papa Paolo V (1605-1621) e collocato in una piccola nicchia sepolcrale sotto il ricco altare anch'esso costruito per ordine dello stesso papa.

La basilica fu elevata a titolo cardinalizio da papa Innocenzo X nel 1654. Nel 1708 fu eretta in essa una parrocchia.

Iconografia

La figura di Agnese è rappresentata nel secolo IV, sotto forma di una ragazza che prega, come nel vetro dorato del cimitero di Panfilo.

Dal secolo VI l'iconografia si fissa rappresentando una giovane con un agnello, ai piedi o nelle braccia, simbolo di purezza e allusivo al suo nome.

Così si trova rappresentata tra le vergini della parte sinistra della basilica di S. Apollinare Nuovo a Ravenna.

Nello stesso modo è rappresentata nel dipinto pre-Rinascimentale di Giotto e del Beato Angelico. Anche gli artisti del Rinascimento si occupano di Agnese, sempre sotto lo stesso tipo iconografico: così Andrea del Sarto, Tintoretto, Domenichino.

La sua festa si celebra il 21 gennaio e in essa vengono benedetti due agnelli bianchi dopo la messa che si celebra nella Basilica della Nomentana, con la cui lana si confezionano i palios che usano i papi, i patriarchi e gli arcivescovi nelle cerimonie liturgiche più solenni.

FIDEL G. CUÉLLAR. (G.E.R.)

BIBL.: Acta Sanctorum, Ian., 111,350-363; S. AMBROSIO, De Virginibus, PL 16,200 ss.; Biblioteca hagiogrática latina, 1, Bruselas 1898, 27 ss. y supl. Bruselas 1911, 9; FRANCHI DE CAVALIERI, S. Agnese nella tradizione e nella leggenda, Roma 1899; íD, Analecta Bollandiana, 19, Bruselas 1900, 226 ss.; íD, Hagiographica, Roma 1908, 141-164; A. DUFOURCQ, Études sur les Gesta Martyrum romains, I, París 1900, 214-217; P. ALLARD, en DACL I,I,905; D. BARTOLIM, Gli atti dei martirio della nobilissima vergine romana S. Agnese, Roma 1858; H. DELEHAYE, Les origines du culte des martyrs, Bruselas 1912, 315 ss.; E. los[ y R. APRILE, Agnese di Roma, en Bibl. Sanct. 1,382-411.

 

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