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La Maternidad divina de María - Juan Pablo II

El título de Madre de Dios, ya testimoniado por Mateo en la fórmula equivalente de Madre del Emmanuel, Dios con nosotros (cf. Mt 1,23), se atribuyó explícitamente a María sólo después de una reflexión que duró alrededor de dos siglos. Son los cristianos del siglo III quienes, en Egipto, comienzan a invocar a María como Theotókos, Madre de Dios.

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Santa María Madre de Dios - 1 de enero

La Maternidad divina es el privilegio más grande de María; es también aquel al cual se ordenan y del cual nacen todos los demás privilegios marianos, personales y sociales. La expresión consta de un sustantivo y un adjetivo; el sustantivo es fácilmente comprensible: es aquella relación que surge en la mujer que ha engendrado y dado a luz a un hijo. El adjetivo, en cambio, no puede menos de suscitar inmediatamente asombro y maravilla: ¿cómo puede Dios ser hijo de una mujer?

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Storia del Rosario - Ottobre mese del Rosario

 

Storia del Rosario

Il popolo cristiano ha da sempre sentito la necessità della mediazione di Maria, Onnipotenza supplicante, canale della grazia: così le devozioni mariane sono andate moltiplicandosi nei secoli, tanto le liturgiche come le popolari.
Ciononostante, fra tutte le devozioni a Maria, con il passare degli anni, una si è chiaramente distinta: il Santo Rosario, il pio esercizio per eccellenza, in onore della Santissima Vergine Maria, Madre di Dio.

 

Fra tutte le devozioni a Maria, con il passare degli anni, una si è chiaramente distinta: il Santo Rosario

PRECEDENTI STORICI

 Nell'antichità, i Romani e i Greci erano soliti incoronare con rose le statue che rappresentavano i loro dèi come simbolo di offerta dei loro cuori. Difatti, la parola rosario significa “corona di rose”.

 

Seguendo questa tradizione, le donne cristiane che venivano portate al martirio dai Romani, camminavano per il Colosseo con i loro vestiti più appariscenti e le teste adornate di corone di rose, come simbolo della felicità e dell'offerta dei propri cuori nell'andare all'incontro con Dio. Di notte, i cristiani raccoglievano le loro corone e per ogni rosa, recitavano una preghiera o un salmo per il riposo eterno dell'anima delle martiri.


ORIGINE E SVILUPPO

                                                   Nel Medioevo, la Vergine Maria è salutata col titolo di rosa, simbolo della felicità.

 

Il beato Hermann le dirà: “Rallegrati, Tu, bellezza stessa. / Io ti dico: Rosa, Rosa”, ed in un manoscritto francese medievale si legge: “quando la bella rosa Maria comincia a fiorire, l'inverno delle nostre tribolazioni svanisce e l'estate dell'eterna gloria inizia a brillare”. Si decorano le immagini della Madonna con una “corona di rose” e si canta a Maria come “giardino delle rose” (in latino rosarium); così si spiega l'etimologia del nome che è arrivato ai nostri giorni.

 

In questa epoca, quelli che non sapevano recitare i 150 salmi dell'Ufficio divino lo sostituivano con 150 Ave Maria, accompagnati da genuflessioni, servendosi di grani raggruppati in decine o di nodi di corda per contarli. Nel XIII secolo, in Inghilterra, l'abate cistercense Étienne de Sallai scrive delle meditazioni dove appaiono 15 gioie della Madonna, e terminando ognuna di queste con un Ave Maria.

 

       

Senza entrare nella discussione critico-storica dettagliata sui particolari dell'origine ultima del Rosario nella sua struttura attuale, possiamo affermare che è, senza dubbio, San Domenico Guzman l'uomo che ai suoi tempi contribuì maggiormente alla formazione del Rosario e alla sua diffusione, non senza l'ispirazione della Santa Vergine Maria. Motivo di questo fu l'eresia albigese, che egli combatté, “non con la forza delle armi, bensì con una saldissima fede nella devozione al Santo Rosario, che fu il il primo a propagare, e che personalmente e per i suoi figli portò ai quattro angoli della Terra...” (Leone XIII, Enc. Supremi Apostolatus, 1 sept. 1883).

 

Al termine del '400 i domenicani Alain de la Rochelle nelle Fiandre, Santiago di Sprenger e Felix Fabre a Colonia, danno al Rosario una struttura simile a quella odierna: si pregano cinque o quindici misteri, che si dividono in gaudiosi, dolorosi e gloriosi, ripassando così nel ciclo settimanale i fatti centrali della vita di Gesù e di Maria, come un compendio dell'anno liturgico e di tutto il Vangelo. Infine vengono fissate le litanie, la cui origine nella Chiesa è molto antica.

 

La devozione al Rosario ricevette un notevole impulso nei tempi di Leone XIII, quando venne aggiunta alle litanie lauretane l'invocazione “Regina del Santissimo Rosario”.

 

Negli ultimi tempi hanno contribuito in maniera speciale alla radicazione e propagazione di questa devozione mariana i fatti miracolosi di Lourdes e Fatima: “la stessa Madonna, nei nostri tempi, ha voluto raccomandare con insistenza questa pratica quando apparve nella grotta di Lourdes e mostrò a quella giovane il modo di pregare il Rosario”.

 

 

STRUTTURA

 

 La forma tipica e plenaria della preghiera del Rosario, con 150 Ave Maria, è stata distribuita in tre cicli di misteri: i gaudiosi, i dolorosi ed i gloriosi durante la settimana, dando luogo alla maniera abituale di pregarlo, e cioè cinque decine di Ave Maria, contemplando cinque misteri diari (l'abitudine è che i gloriosi siano per la domenica, il mercoledì ed il sabato, i gaudiosi per il lunedì e il giovedì, mentre i dolorosi per il martedì ed il venerdì), per terminare con le litanie lauretane. Giovanni Paolo II aggiunse il ciclo dei misteri luminosi per il giovedì.

 

        

 I tre gruppi di misteri ci ricordano i tre grandi misteri della salvazione. Il mistero dell'Incarnazione lo rievocano le gioie dell'Annunciazione, la Visitazione, il Natale del Signore, la sua Presentazione nel Tempio e la Purificazione di sua Madre, ed infine il suo ritrovamento tra i dottori nel Tempio.Il mistero della Redenzione è rappresentato dai diversi momenti della Passione: l'orazione nell'orto del Getsemani, la flagellazione, la coronazione di spine, la via del Calvario con la Croce sulle spalle e la Crocifissione. Il mistero della vita eterna lo ritroviamo nella Resurrezione del Signore, la sua Ascensione, la Pentecoste, l'Assunzione di Maria e la sua Incoronazione come Regina. “Tutto il Credo passa, dunque, davanti ai nostri occhi, non in un modo astratto, con formule dogmatiche, ma di forma concreta nella vita di Cristo, che discende da noi e sale al Padre per condurci a Lui. È tutto il dogma cristiano, in tutta la sua profondità e splendore, affinché possiamo così comprenderlo, assaporarlo ed alimentare la nostra anima con Lui ogni giorno”(R.Garrigou-Lagrange, La Madre del Salvador y nuestra vida interior, 3ªed. Buenos Aires 1954, 261).

 

Giovanni Paolo II incluse nel Rosario i Misteri della Luce, che mostrano varie scene della vita di Cristo che non venivano considerate: il Battesimo, le Nozze di Cana, l'Annuncio del Regno, la Trasfigurazione e l'istituzione dell'Eucarestia.

 

 

ISTITUZIONE DELLA FESTA DEL SANTO ROSARIO

 

 Il 7 ottobre 1571 fu combattuta la battaglia navale di Lepanto, nella quale i cristiani sconfissero i Turchi. I cristiani sapevano che, se avessero perso la battaglia, la loro religione sarebbe stata messa in pericolo, e per questo motivo confidarono nell'aiuto di Dio attraverso l'intercessione della Santissima Vergine. Il Papa Pio V chiese ai cristiani di pregare il rosario per la flotta.

 

Alcuni giorni dopo arrivarono i messaggeri con la notizia ufficiale del trionfo cristiano. In seguito, istituì la festa di Nostra Signora delle Vittorie per il 7 ottobre.

 

Un anno più tardi, Gregorio XIII cambiò il nome della festa con Nostra Signora del Rosario e decise che si celebrasse la prima domenica di ottobre (giorno della battaglia). Attualmente la festa del Rosario si celebra il 7 ottobre e alcuni domenicani continuano a farlo la prima domenica di tale mese.

 

J. FERRER SERRATE , M. GARCIA MIRALLES (GER)

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